Sparire nella luce propone una riflessione sulla natura del tempo e sul ruolo della memoria attraverso una narrazione che intreccia pensiero filosofico, suggestioni scientifiche e pratica artistica lungo un percorso che oscilla tra l’intimità del vissuto e la vastità cosmica, mettendo in dialogo percezione individuale ed esperienza universale.
Il tempo viene indagato come costruzione convenzionale e come fenomeno fisico ancora in parte insondabile: sequenza numerica, misura condivisa, ma anche flusso instabile, aperto a interpretazioni multiple. La memoria si configura come archivio fragile e selettivo, capace di conferire continuità al vissuto, pur nella sua inaffidabilità e nella sua natura di ricostruzione soggettiva.
All’interno di questo orizzonte, la luce assume un valore centrale: medium che rende visibile e che, attraverso la fotografia, trattiene frammenti di realtà sottratti all’inevitabile dissoluzione del tempo. La figura del fotografo emerge come mediatore privilegiato, colui che orchestra attesa, tecnica e sensibilità per conferire forma all’istante e prolungarne la durata oltre la sua immediatezza.
Il lavoro si colloca così in uno spazio di confine, tra indagine teorica e restituzione poetica, ponendo interrogativi sulla relazione tra immagine, memoria e temporalità. Sparire nella luce invita lo spettatore a interrogarsi sul senso del presente, sulla possibilità di trattenere l’effimero e sul destino delle immagini come tracce destinate a viaggiare nello spazio e nel tempo.
Scritto e diretto da
Daniele Zoico
con la partecipazione di
Mario Vasco Turchetto
Luca Vascon
Pietro Vettore
voice over di
Sara Borsatto
Venezia 2025
Film 8K anamorfico
(colore/suono)
14’03”
2025
